Rassegna stampa

L'IA non insegna, ma mette in luce il nostro rapporto con la conoscenza

11 dicembre 2025

L'avvento dell'intelligenza artificiale accelera l'apprendimento e affina le pratiche, senza però sostituire l'esperienza che è alla base della competenza.

L'intelligenza artificiale (IA) sta entrando nel nostro percorso di apprendimento a una velocità senza precedenti: amplifica i nostri riflessi, le nostre motivazioni e il nostro rapporto con la conoscenza. Ma non sostituisce né l'incontro, né la riflessione, né l'esperienza condivisa — quegli elementi che trasformano realmente la competenza.

Lo constato concretamente nel mio ruolo di responsabile di un’associazione dedicata allo sviluppo delle competenze. Quando i nostri docenti preparano le loro lezioni, possono verificare in pochi secondi se gli obiettivi sono formulati correttamente o se i contenuti sono in linea con il programma. Durante la stesura dei nostri esami, l’IA ci aiuta a individuare una frase poco chiara o una traccia ambigua. Ci permette di risparmiare tempo e di migliorare i nostri processi di qualità.

Dall’altra parte dello specchio, in qualità di studente, osservo ancora più chiaramente la rapida evoluzione dell’IA e il suo impatto sul nostro rapporto con l’apprendimento. Certo, potrei chiederle…

Articolo pubblicato su AGEFI, il 10 dicembre 2025

«Probabilmente sarà difficile lavorare senza l’IA — non perché sia indispensabile, ma perché il ritmo collettivo sarà cambiato»

Mathias Baitan, Direttore generale dell'ISFB

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23 gennaio 2026, ore 16:06:25 +01:00